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Diffrazione — L’idea essenziale

Per una fenditura di larghezza a illuminata con luce monocromatica, i minimi di diffrazione in condizioni ideali soddisfano a sinθ = mλ per m = ±1, ±2, … . Il massimo centrale è il più ampio e la figura si allarga quando λ aumenta o a diminuisce.

L’idea essenziale

Per una fenditura di larghezza a illuminata con luce monocromatica, i minimi di diffrazione in condizioni ideali soddisfano a sinθ = mλ per m = ±1, ±2, … . Il massimo centrale è il più ampio e la figura si allarga quando λ aumenta o a diminuisce.

Una fenditura singola

Le lunghezze d’onda sonore udibili possono essere dell’ordine di centimetri o metri, comparabili con porte e ostacoli quotidiani. La luce visibile ha lunghezze d’onda di poche centinaia di nanometri: per oggetti macroscopici la diffrazione è quindi molto meno evidente a occhio nudo.

Perché il suono gira meglio attorno agli ostacoli?

Anche una lente perfetta non può concentrare una sorgente puntiforme in un punto matematico: l’apertura finita produce una figura di diffrazione. Ciò pone un limite fondamentale alla risoluzione di microscopi, telescopi e strumenti ottici.

Diffrazione e risoluzione

La diffrazione è una conseguenza naturale del comportamento ondulatorio. Compare con onde d’acqua, suono, luce, elettroni e altre onde quantistiche. Non richiede che l’onda «urti» materialmente il bordo come una pallina.

Diffrazioned sinθ = mλ

L’idea essenziale

Le figure di diffrazione nascono dalla sovrapposizione di contributi provenienti da parti diverse del fronte d’onda. Per questo diffrazione e interferenza non sono fenomeni separati in senso profondo: entrambi derivano dalla sovrapposizione coerente delle onde.

Le lunghezze d’onda sonore udibili possono essere dell’ordine di centimetri o metri, comparabili con porte e ostacoli quotidiani. La luce visibile ha lunghezze d’onda di poche centinaia di nanometri: per oggetti macroscopici la diffrazione è quindi molto meno evidente a occhio nudo.