Il blocco s
Il blocco d comprende dieci colonne: i cinque orbitali d possono contenere fino a 10 elettroni. Corrisponde ai metalli di transizione, nei quali gli orbitali (n−1)d e ns sono vicini in energia e possono dare origine a stati di ossidazione, colori e proprietà magnetiche variabili.
Il blocco p
Il blocco f è spesso disegnato sotto la tavola principale per mantenerla compatta. I sette orbitali f possono ospitare fino a 14 elettroni, spiegando la larghezza delle serie dei lantanidi e degli attinidi. La posizione separata è grafica, non significa che queste serie siano scollegate dai periodi 6 e 7.
Il blocco d
Per un sottolivello con numero quantico angolare l esistono 2l+1 orbitali; ciascun orbitale può contenere due elettroni per il principio di Pauli. Si ottengono così 2 per s, 6 per p, 10 per d e 14 per f. La geometria della tavola nasce quindi dal conteggio degli stati elettronici.
Il blocco f
Appartenere allo stesso blocco non rende gli elementi identici, ma suggerisce quali orbitali partecipano alla configurazione di valenza e quali tendenze aspettarsi. I gruppi restano però essenziali: elementi nello stesso gruppo condividono spesso un pattern di valenza più direttamente collegato alla reattività.
Il blocco s
La classificazione in blocchi è estremamente utile, ma le configurazioni reali possono presentare eccezioni e le energie degli orbitali dipendono dall’elemento e dallo stato di ionizzazione. La tavola periodica riassume una struttura quantistica complessa in una forma leggibile.
Il blocco f è spesso disegnato sotto la tavola principale per mantenerla compatta. I sette orbitali f possono ospitare fino a 14 elettroni, spiegando la larghezza delle serie dei lantanidi e degli attinidi. La posizione separata è grafica, non significa che queste serie siano scollegate dai periodi 6 e 7.