Due Fe per tre O.
Il rapporto 2:3 è stechiometrico; non va letto come una molecola discreta a cinque atomi.
L’ossido di ferro(III) è Fe₂O₃, ma il solido ordinario non è formato da piccole molecole Fe₂O₃. La formula esprime un rapporto globale di due ferri per tre ossigeni in un solido cristallino esteso.
Nel solido, atomi e ioni non si raggruppano in entità Fe₂O₃ isolate. La formula registra il rapporto globale 2 Fe : 3 O.
Il rapporto 2:3 è stechiometrico; non va letto come una molecola discreta a cinque atomi.
Due Fe³⁺ danno +6 e tre O²⁻ −6. Il modello spiega neutralità e stato di ossidazione; il cristallo reale presenta interazioni estese con contributi ionici e covalenti.
Nel cristallo, densità elettronica e interazioni sono distribuite nel solido.
A seconda di acqua, ossigeno, sali, tempo e ambiente, la corrosione del ferro può produrre diversi ossidi e ossiidrossidi. Fe₂O₃ è un composto rilevante, non la formula universale della ruggine.
Per identificare una fase servono composizione e struttura, non solo colore o origine.
| Formula | Fe₂O₃ |
|---|---|
| CAS | 1309-37-1 |
| Forma cristallina comune | ematite |
Non nel solido ordinario: è una formula di composizione di un reticolo cristallino esteso.
È un modello semplice per bilancio di carica e stati di ossidazione.
No. Può contenere una miscela di più fasi con ferro, ossigeno e spesso idrogeno/acqua.