Carbonile e azoti sono coniugati.
Le coppie solitarie degli azoti possono delocalizzarsi verso il carbonile, modificando la natura dei legami C–N.
L’urea è CH₄N₂O con struttura H₂N–C(=O)–NH₂. Un carbonio carbonilico è legato direttamente a due azoti. La risonanza fra le coppie solitarie degli azoti e il carbonile modifica i legami C–N.
La formula H₂N–C(=O)–NH₂ rende immediata la connettività. Il carbonio centrale appartiene al carbonile e collega i due azoti.
Le coppie solitarie degli azoti possono delocalizzarsi verso il carbonile, modificando la natura dei legami C–N.
La donazione elettronica degli azoti verso il carbonile riduce la libertà di rotazione C–N e favorisce una geometria approssimativamente planare dello scheletro pesante.
Il carattere parzialmente doppio derivato dalla risonanza favorisce l’allineamento orbitale e limita la rotazione.
I gruppi N–H possono donare legami a idrogeno e l’ossigeno carbonilico può accettarli. Queste interazioni organizzano fortemente il solido e le soluzioni concentrate.
Gli azoti amidici sono meno basici di un’ammina ordinaria perché le coppie solitarie partecipano alla coniugazione con il carbonile.
| Formula | CH₄N₂O / CO(NH₂)₂ |
|---|---|
| CAS | 57-13-6 |
| PubChem CID | 1176 |
Non completamente: la risonanza conferisce carattere parzialmente doppio.
La coniugazione è favorita quando gli orbitali degli azoti e del carbonile restano allineati.
Le coppie solitarie sono stabilizzate dalla delocalizzazione verso il carbonile e meno disponibili per la protonazione.