Elemento chimico · scheda di riferimento
46Pd

Palladio

Il palladio è l’elemento 46 (Pd), nel periodo 5, gruppo 10 e blocco d. A temperatura ambiente il suo stato di riferimento è solido. La configurazione elettronica è [Kr] 4d10.

Numero atomico46
Peso atomico standard106.42(1)
Gruppo10
Periodo5
Bloccod
Configurazione elettronica[Kr] 4d10
Struttura elettronica

Che cosa controlla la sua chimica

Gli orbitali d partecipano alla chimica del palladio. Gli elettroni di energie vicine possono essere coinvolti nei legami, favorendo stati di ossidazione variabili e complessi di coordinazione.

La configurazione [Kr] 4d10 cambia quando l’atomo viene ionizzato. Questo può modificare colore, magnetismo, geometria di coordinazione e reattività dei composti.

Forme chimiche

Composti, ioni e materiali

Il palladio forma leghe, ossidi, alogenuri e complessi di coordinazione. La varietà degli stati di ossidazione dipende dalla posizione nel blocco d e dall’ambiente chimico.

Comportamento fisico

Stato e cambiamenti di fase

A temperatura ambiente lo stato di riferimento del palladio è solido. Tra i dati riportati: densità 12.02 g/cm³, punto di fusione 1 828 K (1 555 °C), punto di ebollizione 3 236 K (2 963 °C). I valori misurati possono dipendere da purezza, pressione, struttura cristallina o forma allotropica.

Presenza e applicazioni

Dove si trova e come viene usato il palladio

Il palladio si trova in minerali, composti naturali o materiali tecnici a seconda della sua reattività. Le applicazioni riportate in questa scheda comprendono Catalizzatori, Elettronica e Ricerca sullo stoccaggio dell’idrogeno; in ciascun caso conta la forma chimica o la struttura del materiale.

Nella pratica

Esempi di usi concreti

Catalizzatori

Il palladio o suoi composti possono agire da catalizzatori, modificando la velocità di una reazione senza essere consumati in modo stechiometrico.

Elettronica

Nell’ambito «Elettronica», il palladio viene utilizzato in una forma chimica o materiale adatta. La proprietà sfruttata dipende dal composto, dalla struttura del materiale e dall’obiettivo tecnico.

Ricerca sullo stoccaggio dell’idrogeno

Nell’ambito «Ricerca sullo stoccaggio dell’idrogeno», il palladio viene utilizzato in una forma chimica o materiale adatta. La proprietà sfruttata dipende dal composto, dalla struttura del materiale e dall’obiettivo tecnico.

Posizione periodica

Che cosa mostrano gli elementi vicini

Il palladio si trova nel periodo 5, gruppo 10 e blocco d. Nel riquadro compaiono nello stesso periodo il rodio a sinistra e l’argento a destra; nello stesso gruppo il nichel sopra e il platino sotto. Il confronto aiuta a seguire variazioni di raggio atomico, energia di ionizzazione e comportamento chimico lungo periodi e gruppi.

Dati di riferimento

Proprietà fisiche e atomiche

Classificazionemetallo di transizione
Stato a temperatura ambienteSolido
Gusci elettronici2 · 8 · 18 · 18
Densità12.02 g/cm³
Punto di fusione1 828 K (1 555 °C)
Punto di ebollizione3 236 K (2 963 °C)
Elettronegatività di Pauling2.2
Prima energia di ionizzazione804.4 kJ/mol
Affinità elettronica54.24 kJ/mol

I valori descrivono l’elemento o l’atomo neutro quando applicabile. Le proprietà fisiche possono dipendere dall’allotropo, dalla pressione e dalle condizioni di misura.

Storia

Scoperta e identificazione

La scoperta del palladio è associata a William Hyde Wollaston. Riconoscimento dell’elemento, isolamento di una sostanza pura e assegnazione del moderno numero atomico non coincisero necessariamente nello stesso momento storico.

Isotopi e peso atomico

Come la composizione isotopica modifica i numeri

Il peso atomico standard è 106.42(1). È una media ponderata della composizione isotopica naturale e non la massa di un singolo atomo.

Gli isotopi del palladio hanno lo stesso numero di protoni e quindi appartengono allo stesso elemento, ma differiscono per il numero di neutroni e per la massa. Gli isotopi radioattivi si distinguono inoltre per vita media e modalità di decadimento.

Sicurezza

Manipolazione ed esposizione

I rischi associati al palladio dipendono dalla forma chimica, dalla dose e dalla via di esposizione. L’elemento, i suoi ioni e i suoi composti possono avere effetti biologici e ambientali molto diversi; occorre consultare i dati di sicurezza della sostanza effettivamente manipolata.